Perché scegliere me?
dalla mia esperienza al tuo cambiamento


Sono iscritta all’Ordine degli Psicologi della Puglia come psicologa e psicoterapeuta. La mia specializzazione presso la Scuola di Psicoterapia Psicodinamica ad orientamento Socio-Costruttivista PpsiSCO di Lecce, diretta dal professor Sergio Salvatore, mi ha fornito gli strumenti teorici e tecnici per avere uno sguardo profondo e dinamico sulla mente e sulle relazioni, comprendendole non come entità fisse, ma come processi in continuo dialogo e trasformazione.

Come lavoro
Cosa aspettarsi
Aiuto le persone a comprendere più a fondo sé stesse e a trasformare le difficoltà in opportunità di crescita e cambiamenti duraturi.
Frequently Asked Questions
No. Non credo nelle ricette valide per tutti né nei consigli standardizzati.
Il mio obiettivo non è dirti come dovresti vivere la tua vita, ma aiutarti a comprendere meglio te stess*, le tue emozioni e il significato delle difficoltà che stai attraversando.
Le risposte più importanti spesso non arrivano dall'esterno. Emergono quando riusciamo a guardare la nostra esperienza con maggiore chiarezza e consapevolezza.
No. La storia personale è importante perché ci aiuta a comprendere come si sono costruiti alcuni modi di pensare, sentire e relazionarsi.
Tuttavia il lavoro terapeutico riguarda soprattutto ciò che accade nel presente: le relazioni che vivi oggi, le difficoltà che incontri e il modo in cui attribuisci significato alla tua esperienza.
Il passato è una chiave di lettura, non una prigione.
Va bene così.
Molte persone arrivano in terapia senza una domanda precisa. Sanno soltanto che qualcosa non sta funzionando come vorrebbero.
Non è necessario arrivare con una diagnosi o una spiegazione chiara. Possiamo partire proprio da quella sensazione di confusione e provare insieme a comprenderla.
Spesso il percorso inizia con una domanda vaga e diventa progressivamente più chiaro strada facendo.
No.
Le emozioni non sono errori da correggere o nemici da combattere.
Anche emozioni difficili come ansia, rabbia, tristezza o paura hanno qualcosa da raccontarci. Spesso indicano bisogni, desideri o aspetti della nostra vita che richiedono attenzione.
Il lavoro terapeutico non consiste nell'eliminare le emozioni, ma nel comprenderle e imparare a stare con esse in modo più libero e consapevole.
Nulla di sbagliato.
Le emozioni hanno pieno diritto di cittadinanza nello spazio terapeutico.
Piangere, commuoversi o sentirsi vulnerabili non è un segno di debolezza. Molte volte rappresenta il momento in cui una parte importante della propria esperienza trova finalmente spazio per essere ascoltata.
Non c'è alcuna aspettativa di dover essere forti o controllati durante un colloquio.
Più che inseguire una felicità permanente, la terapia aiuta a sviluppare una vita più autentica, consapevole e coerente con ciò che conta davvero per la persona.
La vita continuerà a contenere momenti di gioia, dolore, incertezza e cambiamento.
L'obiettivo non è eliminare le difficoltà, ma costruire un rapporto più flessibile e meno conflittuale con esse.
Certamente.
Molte delle persone che chiedono aiuto sono professionisti, genitori, imprenditori o individui che hanno affrontato molte sfide nella vita.
Essere forti non significa non avere bisogno di uno spazio di ascolto.
A volte proprio le persone più responsabili e capaci sono quelle che hanno imparato a occuparsi di tutti tranne che di sé stesse.
No.
La terapia non ha lo scopo di trasformarti in qualcun altro.
Piuttosto, può aiutarti a liberarti da alcuni automatismi, paure o schemi che limitano la tua possibilità di esprimerti pienamente.
L'obiettivo non è diventare una persona diversa, ma sentirsi più pienamente sé stessi.
Sì.
Molta sofferenza nasce dall'idea di dover essere sempre all'altezza, sempre efficienti, sempre capaci di controllare tutto.
La terapia aiuta spesso a sostituire la ricerca della perfezione con una maggiore accettazione della propria umanità.
Non occorre essere perfetti per vivere una vita significativa.
Spesso non è "Che cosa c'è di sbagliato in me?".
La domanda che considero più utile è:
"Che cosa sta cercando di dirmi questa difficoltà?"
Molti sintomi, blocchi e momenti di crisi non sono soltanto problemi da eliminare. Possono diventare occasioni per comprendere meglio sé stessi, le proprie relazioni e la direzione che si desidera dare alla propria vita.